MATILDE ROSATI, CANDIDATA AL CONSIGLIO PER IL PD
È iscritta a qualche associazione LGBTQIA+ o ha intenzione di farlo?
Mi sono avvicinata e iscritta ad Arcigay molti anni fa, condividendone da subito la missione: difendere i diritti delle persone LGBTQIA+ e contrastare omofobia, bifobia e transfobia in modo concreto. Arcigay rappresenta una parte importante della storia civile italiana. Nel tempo ha contribuito a costruire una cultura dei diritti che ha portato cambiamenti reali anche nelle istituzioni. Ancora oggi, come avvocata e consigliera
comunale uscente, sento forte il legame con questo mondo e con le sue battaglie. Credo infatti che la difesa dei diritti e il contrasto alle
discriminazioni debbano tradursi in un impegno costante, visibile e organizzato, dentro e fuori le istituzioni. Ho intenzione di iscrivermi ad altre associazioni per concretamente sostenere il lavoro di sensibilizzazione che portano avanti su questi temi.
Per quanto concerne la Rete Re.a.Dy e il tavolo antidiscriminazione, cosa intenderebbe fare?
Il Comune di Prato aderisce alla rete RE.A.DY, il network nazionale delle pubbliche amministrazioni impegnate nella prevenzione e nel contrasto delle discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere.
Negli anni, Prato ha ospitato incontri e momenti di confronto tra amministratori ed enti locali di tutta Italia, dedicati alla costruzione di politiche inclusive, alla sicurezza nelle scuole e nei luoghi pubblici e all’accesso ai servizi. Durante il mio mandato ho lavorato perché l’adesione del Comune a RE.A.DY non restasse soltanto simbolica, ma producesse azioni concrete sul territorio. Per questo propongo di rafforzare la partecipazione del Comune alla rete e di rendere stabile un tavolo comunale antidiscriminazione, come luogo permanente di ascolto, confronto e collaborazione con associazioni del territorio come Arcigay, Famiglie Arcobaleno, L’Asterisc** e il Comitato Gay Lesbiche Bisessuali Trans+. Un tavolo di questo tipo potrebbe: definire linee guida per la formazione del personale comunale sui temi dell’identità di genere e dell’orientamento sessuale; coordinare gli interventi nelle scuole e nei servizi alla persona; monitorare episodi di discriminazione e facilitare il collegamento con i centri antidiscriminazione e le autorità competenti.
In tre righe, racconti di sé e perché una persona della comunità dovrebbe sostenerla.
Come avvocata e consigliera comunale ho portato avanti una battaglia che riguarda anche il linguaggio delle istituzioni. Credo infatti che la parità passi non solo dalle scelte politiche, ma anche dalle parole utilizzate negli atti pubblici.
Nel percorso di riforma dello Statuto del Comune di Prato (novembre 2023), come Consigliera facente parte della Commissione Affari generali, ho promosso l’inserimento, all’art. 2 dello Statuto, della parità non solo di genere, ma anche fra generi quale valore fondante a cui il Comune di Prato deve ispirare la propria azione amministrativa.
Ho promosso poi l’introduzione, nello Statuto, di un linguaggio più inclusivo neutro, attraverso l’introduzione e l’affiancamento di sostantivi di genere femminile accanto ai corrispondenti al maschile (quindi “sindaca”, “assessora”, “consigliera”) e di termini di genere neutro nel rispetto di ogni orientamento e sensibilità. Questa riforma è stata poi approvata a maggioranza dal Consiglio Comunale e quindi recepita
nello Statuto. Per me non si trattava soltanto di una scelta grammaticale, ma di un principio politico chiaro: riconoscere la parità di genere e fra generi come valore fondante della comunità cittadina. Questo significa valorizzare le differenze di genere, orientamento sessuale e identità, contribuendo a ridurre discriminazioni dirette e indirette nel linguaggio istituzionale, nei regolamenti e nelle politiche pubbliche.
Il sostegno al DDL Zan
Ho presentato in Consiglio Comunale un ordine del giorno a sostegno del DDL Zan, il disegno di legge che puntava a rafforzare
la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni e delle violenze legate all’orientamento sessuale, all’identità di genere, alla disabilità e
all’origine etnica. L’atto, poi approvato dal Consiglio, voleva collegare il livello locale al dibattito parlamentare nazionale, inviando un messaggio chiaro: anche le amministrazioni territoriali riconoscono la necessità di strumenti più forti contro l’odio e le discriminazioni.
Sebbene il DDL Zan non sia stato approvato, il confronto che ha generato ha avuto un impatto importante. Ha portato istituzioni, associazioni e cittadini a riflettere sulla distanza ancora esistente tra le norme attuali e le discriminazioni che molte persone vivono ogni giorno nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nei quartieri. Per questo ritengo che le istituzioni debbano continuare a svolgere un ruolo attivo nella prevenzione delle discriminazioni, nella formazione e nella costruzione di spazi sicuri e inclusivi, anche in assenza di una legge nazionale specifica.
Pride, musica e impegno pubblico.
Il mio sostegno ai diritti è passato anche attraverso la mia musica. Ho partecipato, anche come cantante, al Toscana Pride Firenze 2023 e al Toscana Pride Lucca 2024, dove mi sono esibita a Torre del Lago portando la mia esperienza di interprete e cantante sul palco. Credo che la musica possa aiutare a veicolare e rafforzare il messaggio anche a chi normalmente non partecipa a mobilitazioni politiche o istituzionali, così
rendendo i temi del Pride più vicini a tutt*. Continuo a credere in una politica che non arretri sui diritti, soprattutto in un momento storico in cui vengono spesso messe in discussione conquiste importanti come il contrasto all’omofobia, la tutela delle persone transgender e il riconoscimento delle famiglie omogenitoriali.
La mia esperienza personale, professionale e istituzionale si incontra proprio qui: nella volontà che il Comune di Prato continui a essere un soggetto attivo nella promozione dei diritti, nella partecipazione a RE.A.DY, nella costruzione di strumenti stabili contro le discriminazioni e nel riconoscimento pieno della parità di genere e fra generi.