È iscritta a qualche associazione LGBTQIA+ o ha intenzione di farlo?
Assolutamente sì. Sono iscritta ad ARCI e faccio parte della sua presidenza. Inoltre ho fondato il Collettivo Re.Vulva, un progetto di educazione sessuale e affettiva nato per offrire strumenti, conoscenze e spazi sicuri in cui esplorare il piacere, il corpo, le identità e le relazioni. Lavoriamo con un approccio sex positive, scientifico e accessibile, collaborando da anni con diverse associazioni e realtà LGBTQIA2S+ del territorio. Il nostro appuntamento fisso è il gruppo di autocoscienza sessuale: uno spazio gratuito, sicuro e orizzontale di condivisione, dove le persone possono confrontarsi liberamente, fare domande e approfondire la conoscenza di sé e dellə altrə. La mia storia personale, politica e associativa è da sempre intrecciata alla difesa dei diritti, al contrasto delle discriminazioni e al sostegno di tutte le identità e soggettivitá.
Per quanto concerne la Rete Re.a.Dy e il tavolo antidiscriminazione, cosa intenderebbe fare?
Credo che una consigliera comunale abbia il dovere di portare una lente di genere antidiscriminatoria dentro ogni scelta amministrativa, in ogni commissione e in ogni politica pubblica. Viviamo ancora in una società attraversata da omolesbobitransfobia, eteronormativitá binaria, discriminazioni abitative, esclusione sociale e violenze quotidiane che colpiscono le persone che appartengono alla comunità. Per questo ritengo fondamentale rafforzare strumenti come la Rete Re.a.Dy e il tavolo antidiscriminazione, trasformandoli in spazi permanenti di ascolto, formazione e azione concreta tra istituzioni, scuole, associazioni e cittadinanza.
In tre righe, racconti di sé e perché una persona della comunità dovrebbe sostenerla.
Mi candido perché credo che la politica debba avere il coraggio di cambiare davvero il mondo in cui viviamo, non per qualcunə ma con, a partire proprio dallautodeterminazione della persona e delle comunità. Più che sperare che le persone della comunità mi sostengano, spero possano sentirsi rappresentate, perché conoscono il mio percorso, il mio impegno e la mia presenza costante nelle lotte transfemministe e per i diritti. La mia esistenza politica nasce dal desiderio di scardinare un modello di società costruito intorno ai privilegi di pochi. Sogno, sogniamo, una città diversa: una città libera, giusta e realmente inclusiva, dove nessuna persona venga discriminata per il proprio orientamento sessuale, per la propria identità di genere o per qualsiasi altra condizione, e dove tuttə possano finalmente vivere con dignità e felicità. E lo apprendo – e dovrò continuare ad apprenderlo – da chi questi ostacoli li salta ogni giorno.