È iscritta a qualche associazione LGBTQIA+ o ha intenzione di farlo?
No, non sono iscritta ad una associazione Lgbtqia+, ma nei momenti in cui mi confrontavo con le varie associazioni che si occupano di famiglie arcobaleno (per organizzare l’evento del 12 dove insieme a Branchetti e Diolaiuti ascolteremo le famiglie arcobaleno e le persone trans), mi sono interessata molto alla realtà di Agedo. E domani avrò l’opportunità di conoscere meglio le associazioni a cui vorrei iscrivermi.
Per quanto concerne la Rete Re.a.Dy e il tavolo antidiscriminazione, cosa intenderebbe fare?
Pistoia debba operare la cura degli spazi pubblici e questo prevede anche la realizzazione di spazi pubblici sicuri e attenti, protetti, dove ogni singolarità si senta rispettata e non in pericolo. Dove chi vuole offendere qualcuno, abbia la percezione che non è legittimato a farlo. Che sia chiaro. ( per spazio pubblico intendo la piazza, ma anche il posto nell’istituzione, nidi, strutture, presidi)Bisogna impegnarsi per creare una cultura rispettosa, abituata alle singolarità. Per questo, per me, il Comune ha bisogno di aderire alla Rete Re.a.Dy. Inoltre, penso che il Comune debba organizzarsi per istituire una piattaforma pubblica, dove, in anonimo, si possano segnalare episodi discriminanti subiti, creati o visti, così da fornire al Comune un monitoraggio di quello che succede sul territorio utile a programmare (con gli esperti incaricati dallo stesso) gli interventi culturali da fare per l’anno successivo. Il Comune deve, per questo, tenersi sempre aggiornato ed è necessario il tavolo antidiscriminazione che preveda la presenza di molteplici professionalità e associazioni.
In tre righe, racconti di sé e perché una persona della comunità dovrebbe sostenerla.
Da anni mi occupo di salute mentale, la cui tutela è un diritto che riguarda tutti. L’ambiente in cui viviamo incide fortemente sull’equilibrio della nostra salute mentale e un’amministrazione deve operare tenendolo bene a mente. Sono mamma da poco e insegnante di sostegno e quest’inverno ho creato una rassegna di sostegno per le famiglie. Con gli altri compagni mi sono operata con convinzione per creare l’evento del 12 maggio (domani) dove ascoltiamo le storie delle famiglie arcobaleno e delle persone trans, perché io posso essere attenta quanto voglio, ma non vivo le discriminazioni e le stesse difficoltà che vivono quotidianamente i genitori delle famiglie arcobaleno, ne vivo altre in quanto donna e precaria. Per questo non penso che dare per scontato certi argomenti sia compatibile con la mia idea di cura. Chi non subisce certe discriminazioni, bisogna che impari a mettersi all’ascolto e che inizi a prendere appunti. Solo con il dialogo, la curiosità e con la cooperazione, si costruisce una comunità attenta e salda.