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ARIANA SALIMUSAJ

Candidata PD

Riportiamo qui le risposte di Ariana Salimusaj, candidata al consiglio comunale per il PD Prato.

Ciao sono Ari ho 23 anni e sono Pratese. Mi candido nella lista del PD perché la nostra generazione
non aspetta più il futuro: vogliamo costruire il presente di questa città.
Sono orgogliosamente italo-albanese e la mia “pratesità” è quella di tantissime nuove generazioni: un connubio vivo tra culture e tradizioni diverse. Mi metto in gioco perché credo in una politica inclusiva e attenta, consapevole che non esista vera crescita senza diritti, sostenibilità, cura e prossimità. La mia è – fieramente – la candidatura dellə Giovani Democraticə: non un percorso individuale, ma un progetto collettivo elaborato insieme a chi questa città la vive tutti i giorni. Insieme vogliamo fare rumore affinché a Prato nessunə venga più lasciatə indietro.

È iscritta a qualche associazione LGBTQIA+ o ha intenzione di farlo?

Non sono attualmente iscritta a un’associazione LGBTQIA+, ma desidero avvicinarmi e costruire un rapporto associativo stabile con queste realtà. Grazie anche alla mia esperienza nellə Giovani Democraticə, ho avuto modo negli anni di frequentare, ascoltare e confrontarmi con persone, attivistə e associazioni impegnate nella difesa dei diritti civili. Credo profondamente in un approccio intersezionale, capace di riconoscere come le discriminazioni legate all’identità di genere e all’orientamento sessuale si intreccino con quelle economiche, culturali e sociali. Per questo considero fondamentale creare alleanze tra politica, associazionismo e comunità.

Per quanto riguarda la Rete Re.a.Dy e il tavolo antidiscriminazione, credo debbano diventare strumenti centrali dell’azione politica dell’amministrazione e non semplici presìdi simbolici. È necessario assumerli come luoghi di elaborazione politica e coprogettazione con le associazioni transfemministe, capaci di orientare in modo trasversale tutte le politiche pubbliche attraverso una prospettiva intersezionale. Questo significa tradurre il contrasto alle discriminazioni in scelte amministrative precise: formazione obbligatoria nella pubblica amministrazione, investimenti educativi e culturali, sostegno strutturale alle reti associative e un impegno chiaro affinché i diritti siano riconosciuti come parte integrante di un progetto di giustizia e democrazia.

Sono una studentessa, da anni impegnata insieme a tantə compagnə in una politica che mette al centro l’autodeterminazione, l’inclusione e l’equità sociale. Credo sia fondamentale abbattere ogni barriera sociale e culturale che ancora produce stigma ed esclusione, in primo luogo per quel riguardo la comunità LGBTQIA+, l’identità di genere e l’orientamento sessuale: per questo nel nostro programma vogliamo istituire il registro alias, promuovere un’educazione sesso-affettiva diffusa in città per abbattere davvero ogni tetto di cristallo e creare uno spazio fisico di confronto costruito dal basso, insieme alle associazioni transfemministe, non medicalizzando i percorsi ma riconoscendo pienamente soggettività e diritti di tutte le persone LGBTQIA+. Queste sono solo alcune proposte per rendere la nostra città per tuttə e che riconosca davvero i diritti di ciascunə.