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ALICE TRIPPI

Candidata con la lista civica Capecchi Sindaco
È iscritta a qualche associazione LGBTQIA+ o ha intenzione di farlo?

Attualmente non sono iscritt* ad associazioni LGBTQIA+, ma negli anni ho collaborato attivamente con Ireos, comunità queer autogestita di Firenze, come progettista e collaborator* nell’organizzazione di eventi formativi, incontri pubblici, Pride e del Florence Queer Festival, curando anche l’allestimento della libreria del festival.
A Pistoia ho inoltre fatto parte del primo nucleo di Arcigay, prima della nascita de L’Asterisco. È un impegno che ho sempre vissuto in modo concreto, attraverso la cultura, le relazioni e la costruzione di spazi accoglienti. 

La prima cosa che farei sarebbe reinserire immediatamente il Comune di Pistoia nella Rete Re.a.Dy. Nel mio percorso ho realizzato numerosi progetti proprio grazie alla rete, in particolare insieme alla Città Metropolitana di Firenze: esperienze virtuose, efficaci e capaci di produrre una ricaduta reale sui territori, soprattutto sul piano educativo e culturale. L’uscita dalla rete, avvenuta come uno dei primi atti della precedente amministrazione di centrodestra, ha rappresentato un segnale politico molto grave: un gesto di chiusura e arretramento che non rispecchia l’idea di città aperta, accogliente e plurale che Pistoia merita di essere. Vorrei inoltre rilanciare il tavolo antidiscriminazione come luogo permanente di ascolto, confronto e progettazione condivisa con associazioni, scuole, realtà culturali e cittadinanza.

Sono una persona che, come cittadina, militante e professionista, si è sempre battuta contro gli stereotipi di genere, il linguaggio sessista, la violenza e ogni forma di discriminazione, promuovendo diritti, salute, autodeterminazione e inclusione. È un impegno che porto avanti da sempre e che continuo a praticare quotidianamente, dentro e fuori le istituzioni.Nel mio lavoro di progettazione culturale e formazione ho costruito reti, percorsi educativi e collaborazioni sui temi delle pari opportunità e dei diritti LGBTQIA+, imparando concretamente come trasformare le idee in azioni: trovare finanziamenti, creare partenariati, coinvolgere territori e comunità. Credo che la rappresentanza abbia valore quando unisce visione, competenze e capacità di ascolto. Per questo penso di poter essere una voce credibile, concreta e presente per la comunità LGBTQIA+ e per tutte le persone che vogliono una Pistoia più libera e giusta.