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ALESSANDRO GIOVANNELLI

Candidato PD Pistoia
È iscritta a qualche associazione LGBTQIA+ o ha intenzione di farlo?
Sono sostenitore del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli di Roma e dell’archivio e biblioteca lesbica Spinnboden Lesbenarchiv & Bibliothek di Berlino. 

Sono fermamente convinto che Pistoia debba di nuovo aderire alla Rete Re.a.Dy , e ritengo che uscirne sia stato un gravissimo errore: ha fatto perdere al nostro Comune risorse e di conseguenza progetti concreti contro la discriminazione per genere e orientamento sessuale, danneggiando la cittadinanza pistoiese; ha tagliato fuori l’amministrazione dall’opportunità di un confronto costruttivo con altri enti sulle buone pratiche da loro esperite; e sul piano simbolico (non indifferente in politica), ha rappresentato l’indice di una intolleranza, che non può che allarmarci tuttə. 

Apprendo con sincero piacere che la candidata Sindaca Anna Maria Celesti ha cambiato idea riguardo alla rete Re.a.Dy. Nel febbraio del 2018, quando il Comune a guida Alessandro Tomasi fece la scelta di uscire dalla Rete, l’allora vicesindaca affermava che il finanziamento regionale ai Comuni parte della Rete rappresentava “uno spreco di denaro pubblico”. Oggi, seppur in forma laconica, manifesta il generico intento di voler “riallacciare i rapporti con la rete READY”. È lecito, e in questo caso positivo, cambiare idea, sarebbe meglio, però, che chi ricopre incarichi istituzionali ci spiegasse il percorso e le ragioni dei suoi cambi di prospettiva, così da risultare credibile, purtroppo non è questo il caso. Se dovessi diventare consigliere comunale, mi impegnerei – come ho fatto da comune cittadino – a monitorare e sollecitare la nuova adesione alla Rete. 

Penso che l’istituzione di un tavolo antidiscriminazione sia necessaria, per favorire l’adozione di politiche, che non siano calate dall’alto ma nascano dal confronto e dalla collaborazione con tutte le realtà delle comunità LGBTQIA+. Del resto, ritengo che le istituzioni e chi vi ricopre un ruolo debbano orientarsi al rispetto di quel principio così bene espresso dal Disability Rights Movement – ma valido per innumerevoli comunità, lotte e movimenti – del “nothing about us without us” (“niente su di noi, senza di noi”). Politiche antidiscriminatorie progettate, programmate e realizzate, anche con buoni intenti, in assenza di un confronto con le persone coinvolte, potrebbero rivelarsi non solo inefficaci ma persino controproducenti. 

Il tavolo inoltre potrebbe rappresentare uno strumento operativo utilissimo, per garantire il coordinamento tra le iniziative istituzionali e quelle promosse da associazioni e movimenti. 

Se dovessi diventare consigliere comunale, mi impegnerei a sollecitare l’istituzione di un tavolo antidiscriminazione. Vorrei anche che il nostro Comune tornasse ad essere un attore nelle politiche antidiscriminazione, anche promuovendo iniziative culturali e artistiche. Ricordo, tra le altre, che nel 2017, per Pistoia Capitale italiana della cultura, l’Associazione Teatrale Pistoiese propose la visione di “Fa’Afafine – Mi chiamo Alex e sono un dinosauro”. Vorrei che la cittadinanza pistoiese potesse ritornare a godere di iniziative come questa.

Sono un alleato della comunità LGBTQIA+ e ciò che posso offrire è ascolto, studio, serietà e impegno per portare nell’aula le istanze che provengono dalla comunità.